An Observation Log of My Fiancée Who Calss Herself a Villainess è un’isola di leggerezza nell’immenso mondo degli isekai.
Piccola premessa
Ben arrivati su The Elsewhere, carissime anime fluttuanti! Da poco ho deciso di reinventarmi, di chiudere il mio vecchio blog e ricominciare da capo con questo luogo sospeso tra il tempo e lo spazio. Ho deciso che d’ora in avanti parlerò immediatamente di libri, manga o anime NON APPENA LI FINISCO. Ripeto, non appena li finisco ne parlo. Se, se, Giulia… belli i buoni propositi… ma ci riuscirai? Non penso, devo essere onesta, ma ciò non toglie che io non possa provarci! 🙈
Eccoci qua, quindi, a iniziare questo nuovo percorso con l’ultimo anime che ho finito di vedere: An Observation Log of My Fiancée Who Calls Herself a Villainess.
An Observation Log of My Fiancée Who Calls Herself a Villainess
Parto subito col dire che An Observation Log of My Fiancée Who Calls Herself a Villainess non è uno di quegli anime da cardiopalma per il quale non puoi vivere senza aver visto l’episodio successivo (tipo l’inizio della seconda stagione di Wistoria 🤯). E’ un anime che non urla e non pretende di alzare i livelli di adrenalina. E’ un anime che si lascia guardare con piacere e con un sorriso.

E’, insomma, una parentesi perfetta per chi ama gli isekai del tipo otome game, quelli dove la protagonista, immancabilmente, si reincarna nella cattiva del gioco cui giocava nella sua vita terrestre.
Bertia è la cattiva, sia chiaro!
Un dettaglio che si discosta dai soliti anime del genere è che Bertia, la protagonista, non nasconde di essersi reincarnata in quel mondo che, nella sua vita precedente, altro non era che un otome game (un videogioco dopo le scelte fatte dal giocatore influenzano l’andamento della storia).
An Observation Log of My Fiancée Who Calls Herself a Villainess inizia con il suo primo incontro con il fidanzato, il principe Cecil, dove gli dichiara apertamente di provenire da un altro mondo e che, in questo, diventerà la cattiva più cattiva che esista.
Nel gioco originale, Bertia è un personaggio che, in seguito a diverse circostanze, diventa sgradevole e maligno e questo porta il principe Cecil a disprezzarla e distruggerla pubblicamente. Poiché Bertia conosce il futuro dichiara apertamente che lo spingerà tra le braccia della protagonista del gioco così da convincerlo a lasciarla in totale amicizia e senza troppi proclami.
Peccato che già questa piccola interferenza da parte di Bertia accenda la curiosità del principe Cecil, un bambino incredibilmente intelligente ma totalmente apatico. La spontaneità di Bertia, la sua goffaggine, la sua totale incapacità di filtrare ciò che pensa lo affascinano più di quanto lui stesso voglia ammettere.
Inizia così una commedia romantica fatta di fraintendimenti, spiriti legati al sangue, accademie per nobili, tentativi disperati di far scattare gli eventi del gioco e un principe che, lentamente, scopre di avere un cuore.
La serie
An Observation Log of My Fiancée Who Calls Herself a Villainess nasce come light novel di Satsuki Nakamura e presenta un’atmosfera veramente leggera e altamente fruibile anche da un pubblico infantile.
Il tono è quello delle commedie romantiche, con la protagonista un po’ sciocchina e il protagonista genio indiscusso. Non regala particolari colpi di scena e, di fatti, è facilmente intuibile fin dal principio quello che sarà il finale della serie. Tuttavia la visione è resa estremamente piacevole sia dalla protagonista, che vince il premio per ingenuità e goffaggine, sia per la crescita emotiva del principe.
To watch or not to watch?
La parte migliore è, forse, proprio questa: Bertia si impegna a farsi lasciare perché sa che il principe non può essere felice con lei (almeno secondo l’otome game) ma tutti i suoi tentativi non fanno che mostrare quanto in realtà lei sia lontanissima dall’essere una cattiva e, soprattutto, scongelano lentamente il cuore del principe.
An Observation Log of My Fiancée Who Calls Herself a Villainess non è certamente uno di quei titoli da mettere in cima alla watchlist di Crunchyroll, e non ha nemmeno la pretesa di esserlo. E’ un anime leggero, simpatico e rilassante. E’ perfetto per quando si ha bisogno di staccare un po’ la spina da qui titoli tutti adrenalina e ansia.
Per quel che mi riguarda posso dire che me lo sono guardato con piacere alternandolo, appunto, a episodi di Wistoria (che, ripeto, ha iniziato la stagione due col botto) e Witch Hat Atelier (che pare nascondere, nel sottotrama, personaggi e vicende un po’ oscuri).
Se siete alla ricerca di un momento di svago e siete fan del genere isekai/otome game, An Observation Log of My Fiancée Who Calls Herself a Villainess è l’anime giusto per voi. Si tratta di dodici episodi da una ventina di minuti l’uno che vi alleggeriranno la giornata.
Un bacio e alla prossima visione!


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