Un’intro spaziale per un anime che mi ha lasciato con qualche riserva: oggi vi parlo di Witch Hat Atelier.
Nuovi anime
Il primo episodio di Witch Hat Atelier mi ha conquistata. Mi sono innamorata immediatamente di questo mondo dove la magia esiste, ma non si sa perché. Dove solo pochi possono utilizzarla. Dove gli scenari sembrano usciti da un dipinto.
L’anime, novità di questa stagione, è disponibile in streaming su Crunchyroll e devo dire la verità: me lo sono seguita con un crescente interesse perché questo mondo di maghi è qualcosa di evidentemente articolato e strutturato. La bellezza poi delle animazioni è qualcosa di poetico.
Peccato che il finale mi abbia lasciata un po’ così… un po’… meh.
Witch Hat atelier
La protagonista di questa storia è Coco, una bambina che ha sempre guardato alla magia con estrema meraviglia. La magia di questo mondo è inaccessibile agli esseri umani e solo i maghi possono esercitarla. Ma diventare mago è impossibile poiché è un dono innato, pare. Fin da bambina ha sempre sperato di potersi risvegliare come maga e il suo tesoro più prezioso è un libro che acquistò da un mago e che ormai conosce a memoria.

Adesso Coco è cresciuta e né il libro di incantesimi né altro hanno fatto nascere in lei i semi della magia. Nonostante ciò il suo sogno di diventare maga non l’abbandona.
Coco e sua mamma vivono nell’atelier di famiglia dove realizzano ottimi abiti. Coco aiuta la madre ed è molto abile nel suo lavoro. Un giorno, passa di lì il mago Qifrey e, a seguito di una serie di circostanze, Coco scopre una verità sconvolgente: la magia non è un dono innato, la si può imparare disegnandola!
La curiosità, la voglia di poter toccare con mano quel sogno per troppo tempo considerato impossibile e la frenesia di capire come funziona la magia la portano a disegnare un incantesimo che cambierà per sempre la sua vita.
Dopo uno sfortunato incidente che ha coinvolto la madre, Qifrey decide di prendere con sè la bambina poiché è l’unico collegamento con un gruppo di maghi che praticano magie proibite. Da qui ha inizio il percorso di Coco per diventare maga e poter salvare la madre e, al contempo, quello di Qifrey per trovare i Tesa Larga.
Un mondo molto vasto
Quello di Witch Hat Atelier è un mondo che si capisce essere incredibilmente vasto e strutturato. Nulla è lasciato al caso e, da questa prima stagione, sono pochi i dettagli che affiorano e lo descrivono. Ho avuto costantemente la sensazione che ci fosse dell’altro. Che dietro ogni personaggio, ogni carica istituzionale e ogni luogo ci fosse una storia tutta da scoprire che però è stata solo accennata.
All’atelier del mago Qifrey, Coco conosce le altre apprendiste maghe e ognuna di loro nasconde un passato che in questa prima stagione viene solamente accennato. Tra lezioni, esercizi e prime missioni, Coco impara che la magia è un’arte complessa, fatta di regole, rischi e responsabilità.
Le prove che Coco e le altre ragazze si ritrovano ad affrontare diventano mano a mano sempre più impegnative e dietro ogni pericolo sembra nascondersi l’ombra inquietante dei maghi dal cappello a tesa larga che sembrano avere un legame proprio con Coco.
To Watch or not To Watch?
Witch Hat Atelier è un anime che colpisce per la sua eleganza visiva: ogni scena sembra un’illustrazione da artbook, ricca di dettagli in grado di regalare un senso di meraviglia che incanta lo spettatore.
La storia procede con un ritmo dolce ma costante, alternando momenti di formazione, avventura e mistero. Il rapporto tra le apprendiste è uno dei punti più riusciti: non è immediatamente idilliaco, anzi, passa attraverso gelosie, incomprensioni e rivalità che rendono il gruppo credibile e umano. Agate, in particolare, è un personaggio che cresce tantissimo, e il suo passato aggiunge una nota emotiva forte.
Qifrey è un mentore affascinante, ambiguo quanto basta per far nascere domande: è protettivo, ma nasconde segreti che potrebbero cambiare tutto. E i maghi dal cappello a tesa larga sono una presenza inquietante che promette sviluppi molto più grandi.
Tuttavia l’evidente mole di informazioni, il carico dei personaggi e l’intricata struttura stessa della trama hanno portato alla realizzazione di una prima stagione un po’ zoppa a mio avviso. Vi dico solo questo: arrivo a guardare l’episodio tredici e nulla, passano i giorni e continuo gli altri miei anime e poi, un bel giorno penso: “ma Atelier? Che fine ha fatto?”. Ecco, l’episodio tredici era l’ultimo della prima stagione ma il finale è del tutto… non un finale di stagione! Ci sono rimasta così male nello scoprire che la serie era finita perché tutto è incredibilmente aperto e le domande irrisolte sono pressoché totali.
Ecco, ciò che mi ha fatto storcere un po’ la bocca di Witch Hat Atelier è proprio questo. Da un lato capisco la necessità narrativa del dover condensare in venti minuti un quantitativo di informazioni importanti, dall’altro mi disturba non aver avuto alcuna risposta anche alle domande più basilari che nascono spontaneamente fin dal primo episodio.
Complessivamente il mio giudizio finale è positivo per i motivi di cui sopra (ambientazioni e disegni meravigliosi, personaggi assolutamente ben strutturati e con un passato tutto da scoprire e, soprattutto, un’idea particolare dell’uso della magia). Se quindi siete amanti di questo genere di anime, vi consiglio di guardare Witch Hat Atelier.
Tuttavia, personalmente attenderò la seconda stagione (attualmente in produzione e di cui vi rimando al trailer QUI) per confermare o cambiare giudizio.
Per il momento Witch Hat Atelier è un si perché ne ho percepito il potenziale. Spero di non rimanere delusa con la prossima stagione.
PS
L’anime è tratto dall’omonimo manga di Kamome Shirahama (tra l’altro, viste le copertine, mi viene da pensare che anche le illustrazioni siano di una squisita bellezza esattamente come le animazioni) ma non penso che correrò a comprarlo come mi è capitato per altri anime che mi hanno fatto impazzire come 7th Time Loop o Vita da Slime.
Vediamo il futuro cosa ci riserverà!
Nel frattempo vi chiedo di farmi sapere cosa ne pensate di questa serie e… alla prossima visione!





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